Marco Pandolfi Trio alle finali dell’European Blues Challenge

Marco Pandolfi finalista EBU 2014Una serata, o forse è meglio dire una notte, di grande blues quella di sabato 2 novembre, iniziata all’Auditorium Urbani di Passignano sul Trasimeno e terminata alla Darsena Bar Caffè di Castiglione del Lago, in un ricchissimo weekend lungo, ospiti del Trasimeno Blues. Una citazione e ringraziamento iniziale va senz’ombra di dubbio a tutta l’organizzazione del Trasimeno Blues guidata da Gianluca Di Maggio per la professionalità, cortesia e disponibilità con le quali hanno accolto tutti noi membri dell’EBU Italia e i tanti musicisti. Una precisione sotto tutti gli aspetti organizzativi che dovrebbe essere di esempio in tutta Europa.

Solo il maltempo della giornata di sabato ha potuto condizionare, seppur in modo molto marginale, questo ponte festivo iniziato venerdì sera alla Darsena con le esibizioni di quelle band classificatesi quarte alle selezioni tenutesi per il nord all’Amigdala Theatre di Trezzo sull’Adda e per il centro-sud al Breaklive Music Club di Ascoli Piceno. Nella bella struttura della Darsena,  lungo il Lago Trasimeno, si sono esibite due giovani realtà del blues italiano: i romani Dead Shrimp, con un blues di matrice puramente mississippiana e molti richiami alle sonorità di R.L. Burnside e Junior Kimbrough e il Trio lombardo guidato da Ettore Cappelletti che presentavano un solido rock-blues sporcato di funk. Una piacevole serata dove si sono anche potute gustare la Juke Joint Beer, appositamente preparata dal Birrificio Civale di Alessandria e l’EBU Wine uscito dalle abili mani del viticoltore veneto Carlo Sitzia e il suo Palazzetto Ardi.

Ma veniamo alla serata clou della manifestazione, anticipata dall’assemblea annuale dei membri EBU Italia che racchiude una buona fetta degli “addetti ai lavori” del blues nazionale, quali promoter, musicisti, organizzatori di eventi e festival, testate giornalistiche, radio ecc. tutti riuniti per lo scopo comune di promuove gli esponenti e gli eventi nazionali di questa passione comune in Italia e all’Estero. Dopo i saluti di benvenuto da parte dell’ex sindaco, ora assessore alla cultura (ma anche hammondista), Claudio Bellaveglia, nella Sala Conferenze della Chiesa di San Rocco a Passignano ha avuto inizio la riunione nella quale si sono analizzati lacune e pregi del progetto EBU e, soprattutto, definiti alcuni aspetti determinanti per il futuro, ad iniziare della candidatura per il 2016 di Milano come città ospitante le finali europee. Dopo una deliziosa cena, e qui dovremmo aprire una parentesi per segnalare come si mangi bene nei ristoranti delle due località lacustri, ci accoglie il confortevole Auditorium Urbani che man mano andava a riempirsi, dando il via a queste “italian selection” del 4th European Blues Union Challenge che aveva il gravoso compito di individuare la band che dovrà rappresentare l’Italia alle finali europee del prossimo aprile a Riga, nella nordica Lettonia, dopo il trionfo di Tolosa di Veronica & The Red Wine Serenaders.

Ad aprire le danze di questo confronto tra le ultime 6 (su oltre 70) band rimaste in lizza i giovani The Blues Queen che hanno iniziato leggermente contratti per poi liberarsi delle tensioni e dar via libera alla bella voce di una grintosa Alessandra Bene. Un band giovanissima che deve crescere ma che potrà far parlare di sé. Nessun timore reverenziale, invece, per Reverend & The Lady che si sono appropriati del palco presentando il loro repertorio di pre-war songs quasi interamente scritte da Mauro Ferrarese. E se Mauro con il suo Dobro e una bellissima artigianale 12 corde è una certezza da tanti anni è Alessandra Cecala che con voce e contrabbasso ci stupisce di volta in volta. Gli applausi, anche per loro, non sono mancati. Dopo suoni prettamente acustici e il momento del Chicago sound elettrico dei torinesi Dave Moretti Blues Revue che hanno alzato il volume grazie all’armonica e la voce del band leader e la Gibson Les Paul di Damir Nefat. Una band già affermata nel panorama nazionale. A seguire il duo pugliese Angela Esmeralda & Sebastiano Lillo. A prima vista Esmeralda sembrava una piccola bimba sperduta su un grande palco, ma le sono bastate poche note per far vedere che “caratterino” abbia la ragazza, accompagnata dalla National e dall’acustica di Sebastiano. Forse un tantino troppo precisi per fare del blues ma le basi ci sono, eccome. Un breve cambio di palco – complimenti ai tecnici per la bravura – e sembra di esserci trasferiti tutti nel “Deep South” degli Stati Uniti. Eleganti come non mai ecco il Marco Pandolfi Trio che già dalla prima nota fanno capire che sono in una serata di grazia. Un blues contagioso e profondo con la chitarra e l’armonica di Marco che arricchiscono il suo canto, mentre il fedele Federico Patarnello alla batteria e il contrabbasso di Lucio Villani guarniscono il tutto evidenziando la bellezza dei brani proposti, alcuni dei quali li potremo trovare nel cd di prossima pubblicazione. Veramente un grande concerto. Ultimi ad esibirsi sono i napoletanissimi Mandolin Blues, interessantissimo progetto nato attorno al mandolino (unico strumento italiano che abbia contaminato il blues statunitense) di Lino Muoio. Una band che unisce capacità musicali indubbie alla solarità partenopea e alla simpatia di Mario Insenga, vero animale da palcoscenico. Anche per loro trenta minuti di grande musica rendendo sempre più complicato il lavoro degli otto giudici della serata che, riunitisi in privato, hanno avuto non poche difficoltà a decidere quale dei sei contendenti potesse staccare il biglietto per Riga. Alla fine dal cilindro magico è uscito il nome del Marco Pandolfi Trio, accolto da un grande applauso da parte del numeroso pubblico, rimasto ad attendere il verdetto, e dall’abbraccio sincero di tutti gli altri musicisti che hanno vissuto questa competizione in modo assolutamente positivo. Il tempo di un breve festeggiamento e di riporre nelle custodie gli strumenti e il carrozzone EBU si trasferisce a Castiglione del Lago per una graditissima sorpresa: la reunion della Rico Blues Combo sfociata in una lunghissima jam finale con quasi tutti i partecipanti alla selezione. Una notte di grande blues, terminata a notte inoltrata, tra abbracci e baci in attesa di un prossimo incontro. Una bella esperienza che bissa quella dello scorso anno, organizzata ad Ameno e Arona sul lago d’Orta. Forse l’aria di lago fa bene al blues italiano. E allora speriamo che porti fortuna a Marco Pandolfi e i suoi compari e che possano tornare dalla Lettonia con un fantastico successo. I presupposti ci sono. Eccome!

Veronica & The Red Wine Serenaders

Veronica & The Red Wine Serenaders è un progetto musicale nato nel 2009 che coinvolge musicisti appassionati di country blues e ragtime, di hokum e jug band music e di tutta la musica popolar-rurale degli anni ’20 e ’30. Veronica Sbergia, Max De Bernardi e Alessandra Cecala girano l’Europa in lungo e in largo cercando di mantenere viva questa ricchissima e preziosa tradizione musicale, rispettandone, si, il linguaggio e l’intenzione originari, ma adattandone il contesto ai giorni nostri. Un concerto che non è solo concerto ma un viaggio attraverso le piantagioni del sud degli Stati Uniti, i bordelli di New Orleans, il proibizionismo con tutti i suoi controsensi, le barrelhouses del Delta del Mississippi e le prigioni della Louisiana, un percorso che si snoda sul filo delle voci delle grandi cantanti degli anni Venti e delle registrazioni sul campo dei bluesman dimenticati, fino ad arrivare al blues urbano della Grande depressione del ’29. Una sorta di carrozzone circense dove con gli strumenti della tradizione musicale americana (chitarre resofoniche e acustiche, ukulele, banjo, washboard, kazoo) ci faranno scoprire l’attualità spiazzante della musica degli anni ’20 e ’30.Un carrozzone sempre in viaggio con il quale incontreremo Robert Johnson, Blind Blake, Memphis Minnie, Casey Bill Weldon, Leadbelly, il Reverendo Gary Davis, Sister Rosetta Tharpe, i Mississippi Sheiks, la Memphis Jug Band, Woody Guthrie, Bessie Smith….e le loro storie. Storie di prostitute, disoccupati, ubriaconi, giocatori d’azzardo e cuori spezzati affrontati con ironia e passione, storie di donne e uomini comuni alle prese con le gioie e i dolori della vita di tutti i giorni.

Tra ragtime, folk, pre-war blues, early jazz e spiritual ascolterete la voce e il suono della fascia più debole della popolazione americana e per questo forse la più autentica ed evocativa. Vi sorprenderete scoprendo quante analogie ci siano tra il passato e il presente.
Veronica & The Red Wine Serenaders si sono esibiti in Francia, Svizzera, Ungheria, Spagna, Inghilterra, Caraibi e Italia.

Dicono di noi:
“La più bella realtà europea in fatto di country-blues, ragtime, hokum e jug-band music “Il Buscadero
“Il più credibile gruppo che rinverdisce i fasti dei Mississippi Sheiks…”Il Blues
“Good time blues is alive and well and residing in… Milan, Italy. A band with a mission”Folk & Roots Magazine
“Dovrebbe far riflettere il successo che l’operazione di Veronica Sbergia e Max De Bernardi sta ottenendo in tutta Europa” – Chitarre
“La sua musica e’ come i vestiti che indossa: vintage con rivisitazioni contemporanee”Il Corriere della Sera
“Un disco cosi’ meriterebbe il “botto” perchè il duo fa maledettamente sul serio”D La Repubblica delle Donne

Organico:

Veronica Sbergia: voce, ukulele, washboard, kazoo
Max De Bernardi: chitarre National resofoniche, ukulele, chitarra acustica
Alessandra Cecala
: contrabbasso

Discografia:

Ain’t nothin’ in ramblin’ – Autopr. (2007)
Veronica & The Red Wine Serenaders – Totally Unnecessary Records (2009) D.O.C.- Totally Unnecessary Records (2011)
Old Stories for Modern Times – Totally Unnecessary Records (2012)

“Old Stories for Modern Times” is the new album of Veronica Sbergia and Max De Bernardi, irreplaceable souls of Red Wine Serenaders, ensemble acclaimed by the national press as “The most beautiful European reality in terms of countryblues, Ragtime, Hokum and ‘Jugband music “(The Buscadero). The album entirely acoustic recorded between the months of May and December 2011 in mono and mixed tape through analog consolle.

The production was strictly focused to keep the original sounds of the instruments at the possible best, as well as the dynamics and associated ripples, capturing the natural reverberation of the environment by the use of panoramic microphones and limiting the “digital intrusions.”
This album is actually a small excursion into rural American popular-music from the early years of the last century, where great songs are reinterpreted by artists like Big Bill Broonzy, Memphis Minnie, Jimmie Rodgers, Sidney Bechet, Lucille Bogan, Bo Carter, Delmore Brothers …

The songs are chosen by a repertoire ranging from 1910 to 1939, indeed a real invitation to the rediscovery or, in some cases, the discovery of the characters that have made great this music with their stories; songs that bring fun, deeply moved, rhythms for dancing or being rocked.
Among ragtime, folk, pre-war blues, early jazz and gipsygrass, you will listen in reality to the voices of the poorest of the U.S. population and, reason to this, perhaps the most authentic and evocative.

You will be surprised discovering how many similarities there are between the past and the present days. Hence the title “Old Stories for Modern Times”, because historical memory is now more important than ever.
Voices, resophonic guitars, washboard, ukulele, mandolin, harmonica, bass will be guide stars in a journey through the atmosphere of the Vaudeville, the medicine show, the first brothels of the 1900 and cotton plantations. An irresistible mix of sounds so healthy !

Embellishing the album with their art and skill are two exceptional guests : Sugar Blue (a legendary harmonica player in the past alongside the Rolling Stones, Bob Dylan, Willie Dixon and Frank Zappa) and the world master of resophonic guitar, Bob Brozman.

Veronica and Max have performed in France, Hungary, England, Switzerland, Spain, Croatia, Austria. The record “Veronica & The Red Wine Serenaders” won the prize for originality “Out of Control” (MEI) in 2010, awarded by a jury held by Giordano Sangiorgi, Gianni Lucini, Marco Denti, Marino Severini (Gang) and Michele Anelli; while the album “DOC” was voted as best CD of the year 2011 by readers of Rootshighway. Veronica was also the first Italian artist to be invited to the prestigious Mustique Blues Festival 2012, event in order charity that takes place in the beautiful Caribbean.

“On la croirait presque directement arrivée de l’époque des Bessie Smith et autres grandes légendes du blues, et pourtant Veronica Sbergia n’est ni vieille, ni noire, ni même américaine mais tout bonnement jeune et italienne”. Blues sur Seine

“Un disco così meriterebbe il botto”. D La Repubblica
“Il più credibile gruppo che rinverdisce i fasti dei Mississippi Sheiks”. Il Blues

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