Marco Pandolfi Trio al 4° EUROPEAN BLUES CHALLENGE 2014 – RIGA

A146651XY_sCome tutte le volte siamo agitati… Cerchiamo di nasconderlo, di mantenerci distaccati, come la prima volta nel 2011 quando eravamo pure in giuria e si esibiva Davide Lipari 100% Bluez. Ma la tensione si percepisce, soprattutto per chi è bravo ad osservare… Nonostante ci sforziamo di sembrare naturali siamo in apprensione, alla fine un po’ per quel senso di appartenenza e di italianità che farebbe bene avessimo in tanti, e un po’ perché in fondo l’European Blues Union è un piccola parte anche figlia nostra e ci crediamo davvero… Comunque ci siamo arrivati alla prima serata del Challenge, scivoliamo nel camerino per fare l’ultimo in bocca al lupo a Marco, Lucio e Federico, che eseguono solo per me una brevissima improvvisazione battezzata appunto “Riga”, e poi ci mettiamo in prima fila a fare il tifo. Prima di loro ci avevano sorpreso solamente i danesi, ovvero Big Creek Slim & The Coackroaches, con il loro sound potente ma non votato esclusivamente al rock, come purtroppo riproposto da molti, e una vena di sound chicagoano di quelle giuste! Marco sale sul palco e il calore degli spettatori dello stivale, presenti da tutte le regioni d’Italia isole comprese, si fa subito sentire, cercando di esorcizzare l’agitazione, e infondere ottimismo sia a lui che a Lucio e Federico. A146714XY_sEleganti, Marco e Federico pure con una cravatta spettacolare, mentre Lucio con una camicia fashion (dalla stampa leopardata) e giacca scura, come si usava una volta nel blues, con quel tocco di attenzione al pubblico che non guasta mai, i nostri attaccano con “Leaking Roof” per scaldare l’ambiente. Le dita smettono di tremare sulla chitarra, le corde del basso vibrano senza battimenti, e il motore gira a regime con “Rosario”, brano originale dai tratti quasi tzigani, e in effetti ci ricorda atmosfere legate a cantautori come Capossela o addirittura qualcosa di Conte. Marco poi lancia sul pubblico il suo cavallo di battaglia, ovvero “Last Night” di Little Walter, in cui l’armonica, suo strumento iniziale e principale, sembra suonare da sola, senza sforzo, e guidare le note come avesse vita propria. Minuti interminabili di calda atmosfera, seguiti da un pubblico in rigoroso silenzio, nonostante scorressero fiumi di birra, e ovazione finale dopo gli assolo d’armonica del nostro.  A146961XY_sE’ l’ora di chiudere, molto attenti a non sforare i 20 minuti canonici a disposizione di ognuna delle 18 band, e la scelta cade sapientemente su “Three Shots In A Row”. Ritmato quanto basta per ricaricare il pubblico dopo l’overdose si spleen del brano precedente, e finire in bellezza con due armoniche tra le dita di Marco che le alternava quasi fosse un giocoliere o un prestigiatore! Solo il tempo di applaudire, mentre per tutta la durata del loro concerto riceviamo complimenti da amici e professionisti del blues, rendendoci orgogliosi almeno degli sforzi investiti in questa manifestazione e in tutto il lavoro che la precede, sia a livello nazionale che europeo, e la magia è finita… Parafrasando una canzone tanto amata, la storia ci racconta come finì il Challenge, con la vittoria degli spagnoli, A Contra Blues, una voce potente ed una bella esibizione,  non troppo blues almeno secondo il nostro personale parere, ma ci piace ricordare i momenti subito seguiti alla performance del Marco Pandolfi Trio, quella bottiglia di Barolo stappata vicino al bar, e il nettare assaporato nei bicchieri di plastica, sorridendo per aver sconfitto la paura e la tensione, certi di aver per l’ennesima volta, soprattutto i musicisti, offerto uno spettacolo di classe. Volenti o nolenti la qualità paga sempre, se non subito, con il passare del tempo. B004853XY_sEd il blues italiano ancora una volta ha dimostrato di non essere standard, vittoria o meno, e di saper rischiare su  un terreno difficile, per continuare a portare il suo messaggio, nel vecchio come nel nuovo continente. Noi saremo sempre al fianco di chi rischia e voi che aspettate?